lunedì 27 dicembre 2010

No alla tortura di stato. Proclamiamo il 9 febbraio “Giornata della libertà di scelta sulla propria vita”

Programma della Manifestazione del 9 febbraio 2011 a Torino
Mercoledì 9 febbraio 2011
ore 17,00 – 18,15
Salone dell’Unione Culturale Franco Antonicelli, via Cesare Battisti 4bis, Torino

Introduzione di Tullio Monti, Coordinatore della Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni
Brevi interventi di alcune delle associazioni aderenti all’appello
Intervento del prof. Carlo Augusto Viano, filosofo, Presidente del Centro Studi Piero Calamandrei

Ore 18,15 – 19,00
Fiaccolata dall’Unione Culturale Franco Antonicelli, via Cesare Battisti 4bis, alla sede della Prefettura, p.zza Castello 201, e, successivamente, alla sede RAI, via Verdi 16.

APPELLO

Per il prossimo 9 febbraio il Governo ha istituito la Giornata Nazionale degli Stati Vegetativi. Decisione moralmente mostruosa, poiché offende la memoria di Eluana Englaro, che in quel giorno finalmente vedeva un anno fa rispettata la sua volontà sul proprio corpo. Decisione istituzionalmente irricevibile, poiché ufficializza come “delitto” una sacrosanta sentenza della magistratura. Decisione che infanga la Costituzione, poiché con essa il governo intende addirittura solennizzare la pretesa invereconda che la vita di ogni cittadino, anziché appartenere a chi la vive, sia alla mercé di una maggioranza parlamentare.

Di fronte a questa vergognosa provocazione diventa inevitabile e doveroso che tutta l’Italia democratica e laica, senza eccezioni, proclami il 9 febbraio Giornata nazionale della libera scelta sulla propria vita, onorando così la memoria di Eluana, di Piergiorgio Welby, di Luca Coscioni, e dei tanti altri che oltre alla tragedia della condanna a morte per malattia hanno dovuto affrontare anche la violenza di governi che vogliono costringere i malati alla tortura delle sofferenze terminali.

MicroMega chiede a tutte le associazioni laiche, a tutte le testate giornalistiche e i siti web che si riconoscono nei valori della Costituzione, a tutte le personalità del mondo della cultura e dello spettacolo che sentono il dovere elementare di rispettare e far rispettare la decisione di ciascuno sul proprio fine-vita, di mettersi immediatamente in contatto per organizzare insieme la giornata del 9 febbraio come giornata di libertà e di dignità, attraverso iniziative che si svolgano almeno in tutti i capoluoghi di regione.

venerdì 3 dicembre 2010

8 x mille, scelte non espresse: un meccanismo micidiale

L'organizzazione Laica nel VCO

La "Consulta per la laicità delle Istituzioni del VCO" si è ufficialmente costituita solo nel Maggio 2010 e fa parte ormai a pieno titolo del Coordinamento Nazionale delle Consulte Laiche . Prima della costituzione ufficiale,  vi sono stati alcuni mesi di "gestazione" e di elaborazione del progetto che ha coinvolto  persone e associazioni. In pochi mesi di "esistenza" la Consulta ha promosso diverse iniziative nelle tre aree territoriale della Provincia (Su Laicità & Costituzione; Testamenti Biologici; Commemorazione Breccia di Porta Pia; Ru 486 e ruolo dei consultori) con la partecipazione di Tullio Monti, Silvio Viale, Eleonora Artesio, Mina Welby. Inoltre sul piano della comunicazione siamo presenti sul web con un gruppo facebook che ha superato i 400 membri e con un blogspot http://www.consultalaicadelvco.blogspot.com/. Abbiamo partecipato alla trasmissione televisiva "Open Street" su "VCO Sat" (ancora visibile in straming sul sito dell'emittente) e tenuto alcune conferenze stampa. Scusate se è poco. Non lo è, non per una associazione di recente costituzione che può vantare su una ampia area di interesse e consenso, ma sulla "militanza attiva" di un nucleo ancora troppo ristretto di persone. In queste settimane abbiamo riflettuto molto su come dare seguito e durata alla nostra iniziativa di lotta per laicità delle istituzioni e per la difesa e conquista dei diritti civili individuali. Lo snodo centrale è come convertire quel "diffuso consenso ed interesse" che registriamo in una maggiore partecipazione alle nostre attività. Si è pensato di promuovere un "modello di partecipazione" a progetto: individuando "aree tematiche"  e promuovendo incontri (sempre pubblici) a tema. In questo modo si pensa di ottimizzare le energie e di distribuirsi il carico di lavoro e di impegno. Naturalmente si potrà partecipare liberamente anche a  più gruppi tematici (ed anzi questa è cosa ben gradita e sollecitata). Per il momento i gruppi tematici pensati sono i seguenti:

1) Libert'aria (spazio di informazione laica e gruppo di lavoro sulla comunicazione)
2) Fine Vita (gruppo di iniziativa sulla tematiche del fine vita e sulle proposte di registri dei testamenti biologici).
3) Diritti Lgbt (gruppo di iniziativa sulla tematica della lotta contro l'omofobia e  per il  riconoscimento giuridico delle coppie  coppie omosessuali)
4) "La roba" (gruppo di iniziativa su 8 x mille; sul finanziamento pubblico alla Chiesa)
5) "Scuola Laica" (gruppo di iniziativa sul tema della laicità dell'insegnamento e dell'educazione, contro il finanziamento pubblico delle scuole confessionali, per l'abolizione dell'ora di religione nelle scuole pubbliche e per la vigilanza sul rispetto della normativa in materia di diritto alla ora alternativa alla religione).

A margine di tutto ciò vi è l'impegno a ricontattare le associazioni aderenti alla Consulta per stabilire una proficua e duratura collaborazione e la volontà di confrontarsi con il complesso delle forze politiche e sociali presenti sul territorio.
Inoltre a partire dall'inizio del nuovo anno lanceremo una campagna di iscrizioni (individuali e di associazioni) e momenti di finanziamento della nostra consulta. Come si sa non percepiamo l'8 per mille, ne altre gentili concessioni. Per fare in modo che tutto ciò abbia la forza di esistere, durare, incidere: dateci una mano.

lunedì 15 novembre 2010

Ora Alternativa alla Religione - vittoria delle Associazioni laiche

Dopo un anno di battaglie volte a ribadire l'obbligatorietà dell'attivazione dell'ora alternativa all'insegnamento della religione cattolica nelle scuole e la possibilità del relativo utilizzo dei fondi appositamente stanziati, le Associazioni Laiche Torinesi (Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni, Comitato Torinese per la Laicità della Scuola, Associazione “31 ottobre per una scuola laica e pluralista promossa dagli evangelici italiani”, CIDI Centro Iniziativa Democratica Insegnanti, CGD Coordinamento Genitori Democratici, FLC-CGIL Torino, COOGEN Coordinamento Genitori Nidi, Materne, Elementari, Medie, CUB Scuola, FNISM Federazione Nazionale Insegnanti, Gruppo di Studi Ebraici, UIL Scuola) hanno finalmente ottenuto (dopo aver dovuto per tale scopo effettuare un esposto al difensore civico della Regione Piemonte) che il Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale, dott. Antonio De Sanctis, ottemperasse ai doveri del proprio ufficio, informando adeguatamente tutte le scuole del Piemonte, di ogni ordine e grado, in merito alle modalità di attivazione dell'ora alternativa e di accesso ai fondi ad essa destinati.
D'ora in avanti, nessuno potrà più affermare di non conoscere la normativa in materia e di non disporre di fondi per l'ora alternativa.
Ogni mancata attivazione di questa non potrà pertanto che configurarsi per ciò che essa è, ovvero una aperta VIOLAZIONE delle LEGGI DELLA REPUBBLICA e DEI DIRITTI DEGLI STUDENTI E DELLE FAMIGLIE, che può e deve essere sanzionata per legge.

mercoledì 27 ottobre 2010

Caso Frattini: reazione del Coordinamento Nazionale delle Consulte per la Laicità delle Istituzioni.

A seguito delle violente affermazioni del ministro Frattini, l’UAAR ha inviato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano un messaggio con il quale chiede che il ministro ritiri le sue dichiarazioni, oppure si dimetta. Il Coordinamento Nazionale delle Consulte per la Laicità delle Istituzioni e le singole Consulte esprimono il proprio sostegno alla richiesta formulata dall’UAAR. 
Il testo del messaggio del Segretario dell’UAAR Raffaele Carcano:


Signor Presidente,

il ministro degli esteri, Franco Frattini, ha scritto l’altro ieri un articolo violentissimo nei confronti di chi non crede. Ha infatti sostenuto che «l’ateismo, il materialismo e il relativismo» sono «fenomeni perversi», caratterizzati da «fanatismo e intolleranza», che «minacciano la società», e vanno pertanto combattuti con un’alleanza tra cristiani, musulmani ed ebrei.

Circostanza ancora più grave, l’articolo in questione è stato pubblicato sull’Osservatore Romano, organo di informazione della Santa Sede (il quotidiano di una delle comunità religiose coinvolte nell’alleanza, quindi, tra l’altro pubblicato all’estero) e ripubblicato sul sito del ministero degli esteri.
Un uomo dichiaratamente ateofobo che incita alla ‘Santa Alleanza’ contro una minoranza (peraltro ragguardevole) dei cittadini del suo paese, certamente non nota alle cronache per aver fomentato atti destabilizzanti o terroristici, non è degno di essere ministro di uno Stato che individua nella laicità e nella libertà di coscienza due supremi principi costituzionali.
L’UAAR, associazione di promozione sociale che ha come suo primario scopo la difesa dei diritti civili dei cittadini atei e agnostici, chiede a Lei, garante della Costituzione e dell’uguaglianza di tutti i cittadini, sancita dall’art. 3, un autorevole intervento nei confronti dell’On. Frattini affinché ritiri le sue dichiarazioni o, in caso contrario, si dimetta, perché le sue idee sono chiaramente incompatibili con la carta costituzionale e ledono la considerazione internazionale del nostro paese, che come ammette lo stesso Frattini è ormai isolato «tra i paesi fondatori dell’Unione Europea».
Sarà comunque cura dell’associazione dare il massimo risalto, nazionale e internazionale, a espressioni indegne dell’incarico rivestito.


In merito all’incredibile vicenda delle dichiarazioni rilasciate il 22 ottobre 2010 dal Ministro degli Esteri Franco Frattini all’Osservatore Romano  (giornale ufficiale della Santa Sede nella sua consistenza statuale, ovvero dello Stato della Città del Vaticano, ovvero di uno stato “estero” con il quale  il Ministro si è rapportato nella sua veste ufficiale di capo della diplomazia italiana, tanto da inserire la sua intervista nel sito del Ministero degli Affari Esteri), il Coordinamento Nazionale delle Consulte per la Laicità delle Istituzioni condivide e sostiene la richiesta di rettifica delle proprie dichiarazioni da parte del Ministro o, in alternativa, le sue dimissioni, per palese violazione della Carta Costituzionale nell’esercizio delle sue funzioni: infatti, l’art. 3, comma 1, della Costituzione della Repubblica Italiana dichiara che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Sconcerta inoltre, per la propria gravità e per la profonda ignoranza concettuale che denota, la dichiarazione del Ministro secondo la quale “lo Stato laico tutela tutte le religioni”: per smentire tale affermazione, in quanto insufficiente, basterebbe conoscere, oltre alla Costituzione della Repubblica Italiana, un qualsiasi manuale di Storia delle idee per ricavarne agevolmente il concetto che “lo Stato laico tutela tutte le religioni e tutte le concezioni del mondo, comprese quelle areligiose e quelle antireligiose”.


Tullio Monti, Portavoce del Coordinamento Nazionale delle Consulte per la Laicità delle Istituzioni 


a nome anche di:

Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni

Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni
Consulta Triestina per la Laicità delle Istituzioni
Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni
Consulta della Provincia di Pesaro e Urbino per la Laicità delle Istituzioni
Consulta del Verbano-Cusio-Ossola per la Laicità delle Istituzioni
Consulta Valdostana per la Laicità delle Istituzioni                                                               
Consulta Napoletana per la Laicità delle Istituzioni

martedì 26 ottobre 2010

Frattini sull’”Osservatore Romano”: “ateismo minaccia società, alleanza monoteista”

L’Osservatore Romano, organo di informazione della Santa Sede, ha pubblicato ieri un articolo del ministro degli esteri italiano, Franco Frattini, con cui si invita a realizzare una “Santa” alleanza contro l’ateismo. Ha scritto il ministro: “I cristiani dovranno essere consapevoli anche di ricercare con i musulmani un’intesa su come contrastare quegli aspetti che, al pari dell’estremismo, minacciano la società. Mi riferisco all’ateismo, al materialismo e al relativismo. Cristiani, musulmani ed ebrei possono lavorare per raggiungere questo comune obiettivo. Credo che occorra un nuovo umanesimo per contrastare questi fenomeni perversi, perché soltanto la centralità della persona umana è un antidoto che previene il fanatismo e l’intolleranza”.
Frattini ha altresì rivendicato di aver agito contro la sentenza di Strasburgo che ha detto ‘no’ alla presenza del crocifisso nelle aule scolastiche: ” Sono convinto che il Crocifisso rappresenti il diritto a esprimere il proprio credo e che non vi sia nessuna contraddizione tra questo simbolo, che è un simbolo di pace e di riconciliazione, e lo Stato laico che tutela tutte le religioni. Uno Stato che tutela però anche la mia religione, quindi ho il diritto di professarla anche pubblicamente”. Il ministro ha tuttavia espresso “grande dolore” rilevando che “solo l’Italia tra i Paesi fondatori dell’Unione europea ha sottoscritto questo ricorso”.


In merito alle violente affermazioni del ministro Frattini (cfr. Ultimissima di ieri), l’UAAR ha inviato oggi al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano un messaggio con il quale chiede che il ministro ritiri le sue dichiarazioni, oppure si dimetta. L’associazione invita tutti i soci e i simpatizzanti a scrivere a loro volta al Capo dello Stato, esprimendo, anche in una sola riga, il proprio sostegno alla richiesta formulata dall’UAAR.

Il testo del messaggio:

Signor Presidente,

il ministro degli esteri, Franco Frattini, ha scritto l’altro ieri un articolo violentissimo nei confronti di chi non crede. Ha infatti sostenuto che «l’ateismo, il materialismo e il relativismo» sono «fenomeni perversi», caratterizzati da «fanatismo e intolleranza», che «minacciano la società», e vanno pertanto combattuti con un’alleanza tra cristiani, musulmani ed ebrei.

Circostanza ancora più grave, l’articolo in questione è stato pubblicato sull’Osservatore Romano, organo di informazione della Santa Sede (il quotidiano di una delle comunità religiose coinvolte nell’alleanza, quindi, tra l’altro pubblicato all’estero) e ripubblicato sul sito del ministero degli esteri.
Un uomo dichiaratamente ateofobo che incita alla ‘Santa Alleanza’ contro una minoranza (peraltro ragguardevole) dei cittadini del suo paese, certamente non nota alle cronache per aver fomentato atti destabilizzanti o terroristici, non è degno di essere ministro di uno Stato che individua nella laicità e nella libertà di coscienza due supremi principi costituzionali.
L’UAAR, associazione di promozione sociale che ha come suo primario scopo la difesa dei diritti civili dei cittadini atei e agnostici, chiede a Lei, garante della Costituzione e dell’uguaglianza di tutti i cittadini, sancita dall’art. 3, un autorevole intervento nei confronti dell’On. Frattini affinché ritiri le sue dichiarazioni o, in caso contrario, si dimetta, perché le sue idee sono chiaramente incompatibili con la carta costituzionale e ledono la considerazione internazionale del nostro paese, che come ammette lo stesso Frattini è ormai isolato «tra i paesi fondatori dell’Unione Europea».
Sarà comunque cura dell’associazione dare il massimo risalto, nazionale e internazionale, a espressioni indegne dell’incarico rivestito.

Cordiali saluti
Raffaele Carcano -Segretario UAAR

lunedì 25 ottobre 2010

Buona partenza per Antonella Trapani, neosegretaria provinciale del VCO del PD

In una intervista a "Ecorisveglio" (a firma Arianna
Parsi) del 21 Ottobre Antonella Trapani, nuova segretaria provinciale del
Partito Democratico ha risposto ad una domanda sul tema della laicità. E ha
risposto così: "Secondo me sono gli elettori, o i potenziali elettori a dirci
che non vogliono più compromessi. Non serve quindi un compromesso con i
cattolici sui temi etici, semplicemente perchè basta spiegare bene che alcune
sono scelte individuali, mi riferisco ad aborto, testamento biologico ad
esempio, e queste scelte vengono capite. Gli elettori non sono stupidi. Sono
stanchi dei compromessi". Ottimo "start-up" per la neo Segretaria del PD
provinciale, alla quale vanno i nostri migliori auguri. Aspettiamo che queste
condivisibili dichiarazioni siano seguite dall'impegno nelle amministrazioni e
nei consigli comunali per la approvazione dei registi per i testamenti
biologici, campagna promossa dalla nostra Consulta.

giovedì 21 ottobre 2010

Scuola. I fondi per l'ora alternativa ci sono e sono a carico della direzione generale

Lo precisa una nota dell'Ufficio scolastico della regione Lombardia

 I soldi per finanziare l'ora alternativa all'insegnamento della religione cattolica (IRC) ci sono; anzi, ci sono sempre stati. Lo afferma l'Ufficio scolastico della Regione Lombardia che lo scorso 27 settembre ha emanato una nota (protocollo n. MUIR AOODRLO R.U. 15451) con precise indicazioni riguardo la nomina degli insegnanti per l'ora alternativa. Questi ultimi dovranno essere reperiti tra i docenti della scuola, o tra quelli inclusi nelle graduatorie dell'istituto, e il loro pagamento non ricadrà sulla scuola stessa, bensì sulla direzione generale. Un'informazione, quest'ultima, mai veramente chiarita ai dirigenti scolastici che hanno spesso addotto problemi di bilancio per giustificare la non attivazione dell'ora alternativa.
“È proprio il caso di dirlo: il re è nudo!”, si sfoga il valdese Luciano Zappella, vice presidente dell'Associazione “31 Ottobre, per una scuola laica e pluralista” che spiega come i riflettori sull'ora alternativa siano stati riaccesi dalle “decisione, prima del ministro Fioroni e poi della ministra Gelmini, di assegnare l’attribuzione del credito scolastico da parte dei docenti di religione cattolica”, decisione che “si è rivelata un boomerang”. Se infatti il Consiglio di Stato, rispetto ai numerosi ricorsi di associazioni (tra cui la stessa 31 Ottobre), ha dato ragione al Ministero, non ha però potuto che ribadire la necessità da parte delle scuole di garantire l’ora alternativa all’IRC, onde evitare discriminazioni. Sono così partiti numerosi esposti in varie regioni. Tra tutti quello sostenuto dalla UAAR (Unione atei e agnostici razionalisti) che lo scorso mese di luglio ha portato il tribunale di Padova a condannare un Istituto e il Ministero al risarcimento di 1500 euro alla famiglia di una bambina alla quale era stata negata l'ora alternativa. “Adesso anche la 'foglia di fico' della mancanza di fondi è caduta – afferma Zappella -. Come Associazione 31 ottobre non possiamo che esprimere la nostra soddisfazione. Sarebbe però fuori luogo parlare di vittoria, visto che si tratta semplicemente di dare attuazione ad un diritto. Ma in Italia, si sa, i diritti sono spesso merce rara”.
(NEV  20 ottobre 2010 )

sabato 9 ottobre 2010

A Domodossola bocciato il registro per i testamenti biologici. Ma non rassegnamoci

Lunedì 4 a Domodossola, il consiglio comunale si è pronunciato sull’ordine del giorno di “Sinistra unita” relativo alla “Proposta di istituzione del Registro  delle dichiarazioni anticipate di trattamenti sanitari e di fine vita”.
Il risultato potete immaginarlo: non è passata 


 Hanno votato a favore quattro su 21: oltre al proponente Giancarlo Lotto, Sterpone del gruppo “Impegno per Domodossola”, Santopolo e Spataro consiglieri del PD; il terzo del PD, Vanni, è andato via prima della discussione, il quarto era assente.
La motivazione contro,  invocata da coloro che sono intervenuti della maggioranza, è stata che “creerebbe confusione, perché non spetta ai comuni intervenire su questi temi, visto che si sta legiferando in parlamento” oppure “non avrebbe valore legale, perciò i medici non potrebbero tenerne conto” (l’assessore Villani); banali e pretestuose motivazioni, ma anche le più diffuse, che sottovalutano il valore civile e culturale dei Registri e nascondono  la grande balla sottintesa, che nega un fatto incontrovertibile: una Legge ce l’abbiamo, eccome, l’art.32 della Costituzione  parla chiaro:
“ La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”
La legge fondamentale dello Stato è considerata carta straccia, come lo è su tanti altri temi di vitale importanza d’altronde; una legge ordinaria, necessaria solo se applicativa di quella superiore, non c’è ancora, ma uscirà presto e sarà la legittimazione della tortura di Stato: il famigerato testo Calabrò-CEI, già passato al Senato, è in calendario per dicembre alla Camera, i nostri zuavi moderni sono all’opera per partorire l’ennesima pastoia clericale e anticostituzionale. Contro ogni evidenza scientifica e medica, per costoro un sondino in pancia o in trachea non è “trattamento sanitario”: ci sarebbe da
ridere, se non fosse per le conseguenze drammatiche che tale enormità da incompetenti produce.
L’ultima vicenda del premio  Nobel al professor Edwards, che in Italia, secondo la legge 40 del 2004, sarebbe un fuorilegge, per il suo contributo alla ricerca in materia di
fecondazione assistita e a favore delle cellule staminali,
evidenzia come quel crocefisso
imbullonato in tutte le istituzioni pubbliche, svettante e invadente nelle cime di tutte le nostre belle montagne, è il simbolo non di colui (povero cristo) che è in croce, come ipocritamente, o ingenuamente, molti dicono, ma di coloro che mettono in croce, è la mistica della sofferenza e del dolore istituzionalizzata: partorirai con dolore, vivrai con dolore, morirai con dolore!
“Quando si tratta di nascere l' utilizzo della scienza e della "tecnica" è per loro considerato un abuso,  bisogna farlo come natura prevede e non come i progressi della scienza medica oggi consentono. Risultato, chi vuole figli e non li può avere secondo natura, deve annegare in un mare di tristezza.
Al contrario,  capovolgendo il ragionamento, chi vuol morire  secondo natura  deve prolungare la propria esistenza in un mare di sofferenza perchè non è un più un abuso utilizzare i progressi della scienza per allungare il tempo della morte.
Se i progressi della medicina vengono rifiutati quando si tratta di nascere ed accolti quando si tratta di morire si deve concludere che tristezza e sofferenza sono i veri capisaldi dei "sacralizzatori" della vita, ovvero il sadismo ha preso il posto dell'amore” come dice anche Farina Concioni
 http://www.radicali.it/comunicati/nobel-medicina-scienza-vita-farina-coscioni-sadismo-ha-preso-posto-dellamore 
 
Ma il primo principio della logica, il principio di non contraddizione, è quello che quotidianamente viene smentito per far quadrare il cerchio; per far sembrare ovvio ciò che è assolutamente illogico e irrazionale, oltre che crudele; per  far passare l’arroganza e la prepotenza per bontà, amore e rispetto della vita: quale vita? Deboli coi forti, forti con i deboli: questa è la morale dei nostri politici imbelli. L’episodio del Registro
dei testamenti biologici negato è solo l’ennesimo  della nostra politica clericale, illiberale e iniqua; è un’occasione mancata per dare voce, una volta, al tanto sbandierato “popolo” che, almeno in questo tema, si può ben dire, è più avanti dei politici che dicono di rappresentarlo: oltre un anno fa, gruppo uaar e radicali abbiamo raccolto 210 firme a Domodossola e Verbania e spedito al senatore Ignazio Marino, quando era presidente della commissione sanità che discuteva le proposte di legge sul tema in oggetto; abbiamo parlato con tantissime persone di ogni età e di ogni colore, che si pronunciavano in modo favorevole all’autodeterminazione sul fine vita e raccontavano esperienze drammatiche da cui avevano tratto insegnamento e maturato sensibilità; tutti i
sondaggi ufficiali che sono stati fatti dimostrano questo dato, ma “il popolo” lo si invoca solo quando è per avvallare le peggiori ingiustizie e nefandezze.
Grande è l’indignazione e lo sgomento che provo; forte la preoccupazione a constatare che anche chi esprime in privato, dove restano, idee di opposizione a tanto squallore,  poco fa per testimoniarle in pubblico, almeno con la  presenza e il sostegno alle iniziative, pur modeste, che vorrebbero contrastarlo.
 
Antonietta Dessolis,
referente uaar e componente della consulta laica del  VCO

venerdì 8 ottobre 2010

Comunicato stampa

Lettera a tutte le scuole del VCO per un anno scolastico senza discriminazioni su base religiosa
“E` precisa volontà della scrivente associazione fare in modo che, nell’anno scolastico 2010/2011 l’attività didattica alternativa all’insegnamento della religione cattolica sia garantita a tutti coloro che l’hanno richiesta, e senza alcun tipo di discriminazione.”
Così inizia la lettera della Consulta laica del VCO inviata a tutte le scuole della nostra provincia
«L’insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica, con insegnanti scelti dal vescovo e pagati dallo stato, per due ore la settimana a partire dai tre anni di età, non è cosa da democrazia liberale». Ad esprimere questo semplice concetto il coordinatore della Consulta che ha fatto propria l'iniziativa dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti e continua: «Ma a questo si aggiungono ulteriori discriminazioni: l’ora alternativa, scelta laica e civile costituzionalmente garantita, viene spesso negata, ostacolata, o tradotta in ripieghi indegni di una scuola moderna.»
L’UAAR ha recentemente ottenuto una importante vittoria legale: il 30 luglio scorso, il Tribunale di Padova ha stabilito che l’attivazione dell’ora alternativa costituisce “un obbligo”, e che la sua mancata attivazione costituisce “un comportamento discriminatorio illegittimo”. Non solo: è stato riconosciuto che la lesione del diritto a non avere l’ora alternativa, configurando discriminazione per causa di religione, comporta una responsabilità risarcitoria in capo alla pubblica amministrazione. Questa ordinanza del Tribunale di Padova, la circolare del ministero dell’istruzione n. 59 del 23/7/2010 (in cui si evidenzia la necessità di assicurare “l’insegnamento dell’ora alternativa alla religione cattolica agli alunni interessati”), la decisione del Consiglio di Stato 2749/2010 (in cui è stabilito, relativamente all’insegnamento alternativo, che “la sua istituzione deve considerarsi obbligatoria per la scuola” e che di questo il ministero “dovrà necessariamente farsi carico”) rendono conclamato il diritto di ottenere insegnamenti alternativi a quello cattolico.
«E` falso che l’ora alternativa sottragga risorse alla scuola, e che addirittura la sua attivazione causerebbe l’impoverimento dell’offerta formativa. E` vero il contrario» dichiara Jean-Félix Kamba che chiarisce: «I fondi ci sono, stanziati nel bilancio del ministero, occorre solo che i dirigenti scolastici facciano il loro lavoro e il loro dovere, utilizzandoli e nominando supplenti annuali se necessario, e arricchendo così l’offerta formativa. Molte sono le esperienze positive già attivate nelle scuole virtuose, facciamole crescere e conoscere, per una scuola migliore».

L’attivazione di insegnamenti alternativi a quello della religione cattolica è un diritto conclamato e ormai giuridicamente inattaccabile.
saluto cordialmente.
Confidando che la sua testata dia opportuna informazione sull'iniziativa,
Il coordinatore della Consulta Laica del VCO
Jean-Félix Kamba Nzolo