Visualizzazione post con etichetta Fine vita. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fine vita. Mostra tutti i post

giovedì 9 maggio 2013

Proposta di legge di iniziativa popolare su: Rifiuto di trattamenti sanitari e liceita’ dell’eutanasia




Relazione

Ben oltre la metà degli italiani, secondo ogni rilevazione statistica, è a favore dell'eutanasia legale, per poter scegliere, in determinate condizioni, una morte opportuna invece che imposta nella sofferenza. I vertici dei partiti e la stampa nazionale, invece, preferiscono non parlarne: niente dibattiti su come si muore in Italia, tranne quando alcune storie personali si impongono: Eluana e Beppino Englaro, Giovanni Nuvoli, i leader radicali Luca Coscioni e Piero Welby.
Oggi, chi aiuta un malato terminale a morire - magari un genitore o un figlio che implora di porre fine alla sofferenza del proprio caro - rischia molti anni di carcere. Il diritto costituzionale a non essere sottoposti a trattamenti sanitari contro la propria volontà è costantemente violato, anche solo per paura, o per ignoranza. La conseguenza è il rafforzamento della piaga tanto dell'eutanasia clandestina che dell'accanimento terapeutico.
Per rimediare a questa situazione, proponiamo poche regole e chiare, che stabiliscano con precisione come ciascuno possa esigere legalmente il rispetto delle proprie decisioni in materia di trattamenti sanitari, ivi incluso il ricorso all'eutanasia.

“Rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell'eutanasia”

Articolo 1
Ogni cittadino può rifiutare l’inizio o la prosecuzione di trattamenti sanitari, nonché ogni tipo di trattamento di sostegno vitale e/o terapia nutrizionale. Il personale medico e sanitario è tenuto a rispettare la volontà del paziente ove essa:
1) provenga da soggetto maggiorenne;
2) provenga da un soggetto che non si trova in condizioni, anche temporanee, di incapacità di intendere e di volere, salvo quanto previsto dal successivo articolo 3;
3) sia manifestata inequivocabilmente dall’interessato o, in caso di incapacità sopravvenuta, anche temporanea dello stesso, da persona precedentemente nominata, con atto scritto con firma autenticata dall’ufficiale di anagrafe del comune di residenza o domicilio, “fiduciario per la manifestazione delle volontà di cura”.
Articolo 2
Il personale medico e sanitario che non rispetti la volontà manifestata dai soggetti e nei modi indicati nell’articolo precedente è tenuto, in aggiunta ad ogni altra conseguenza penale o civile ravvisabile nei fatti, al risarcimento del danno, morale e materiale, provocato dal suo comportamento.
Articolo 3
Le disposizioni degli articoli 575, 579, 580 e 593 del codice penale non si applicano al medico ed al personale sanitario che abbiano praticato trattamenti eutanasici, provocando la morte del paziente, qualora ricorrano le seguenti condizioni:
1) la richiesta provenga dal paziente, sia attuale e sia inequivocabilmente accertata;
2) il paziente sia maggiorenne;
3) il paziente non si trovi in stato, neppure temporaneo, di incapacità di intendere e di volere, salvo quanto previsto dal successivo articolo 4;
4) i parenti entro il secondo grado e il coniuge con il consenso del paziente siano stati informati
della richiesta e, con il consenso del paziente, abbiano avuto modo di colloquiare con lo stesso;
5) la richiesta sia motivata dal fatto che il paziente è affetto da una malattia produttiva di gravi
sofferenze, inguaribile o con prognosi infausta inferiore a diciotto mesi;
6) il paziente sia stato congruamente ed adeguatamente informato delle sue condizioni e di tutte le possibili alternative terapeutiche e prevedibili sviluppi clinici ed abbia discusso di ciò con il medico; 
7) il trattamento eutanasico rispetti la dignità del paziente e non provochi allo stesso sofferenze fisiche. Il rispetto delle condizioni predette deve essere attestato dal medico per iscritto e confermato dal responsabile della struttura sanitaria ove sarà praticato il trattamento eutanasico .
Articolo 4
Ogni persona può stilare un atto scritto, con firma autenticata dall’ufficiale di anagrafe del comune di residenza o domicilio, con il quale chiede l’applicazione dell’eutanasia per il caso in cui egli successivamente venga a trovarsi nelle condizioni previste dall’art. 3, comma 5 e sia incapace di intendere e volere o manifestare la propria volontà, nominando contemporaneamente, nel modo indicato dall’art. 1, un fiduciario, perché confermi la richiesta, ricorrendone le condizioni.
La richiesta di applicazione dell’eutanasia deve essere chiara ed inequivoca e non può essere soggetta a condizioni. Essa deve essere accompagnata, a pena di inammissibilità, da un’autodichiarazione, con la quale il richiedente attesti di essersi adeguatamente documentato in ordine ai profili sanitari, etici ed umani ad essa relativi.
Altrettanto chiara ed inequivoca, nonché espressa per iscritto, deve essere la conferma del fiduciario.
Ove tali condizioni, unitamente al disposto di cui al precedente art. 3, comma 7 siano rispettate, non si applicano al medico ed al personale sanitario che abbiano attuato tecniche di eutanasia, provocando la morte le paziente, le disposizioni degli articoli 575, 579, 580 e 593.

giovedì 15 marzo 2012

Ultimo appuntamento del CineLaico promosso dalla Consulta del Verbano Cusio Ossola per la laicità delle Istituzioni e dall'Arci V.C.O.

                    Film
“LE INVASIONI BARBARICHE” di Denis Arcand
Venerdì 23 marzo 2012, ore 21
Circolo ARCI “ Franco Ferraris” in Via Manzoni -Omegna

Le invasioni barbariche è un film canadese del 2003, scritto e diretto da Denys Arcand, vincitore di numerosi premi tra cui l’Oscar al miglior film straniero, dedicato delicato tema dell’eutanasia.

La serata sarà preceduta da una breve presentazione della Consulta Laica del VCO e della richiesta da presentare all'Amministrazione di Omegna per sollecitare l'istituzione del registro dei testamenti biolgici.

domenica 17 luglio 2011

COMUNICATO STAMPA CONSULTA LAICA VCO: DI CHI E' IL MIO CORPO?


COMUNICATO STAMPA


Di chi è il mio corpo?
“Ripristinare la libertà di scelta dei cittadini. Fermare la deriva confessionale del Paese”
n governo irresponsabile, delegittimato ed in affanno ha approvato alla camera (con la complicità di esponenti clericali delle opposizioni), in periodo estivo, un provvedimento di legge sul fine vita, che nega la libertà di scelta dei cittadini. Obbligandoli a ricevere forzatamente  trattamenti fortemente invasivi. Si tratta di un normativa che scava un solco profondo tra l’Italia e le moderne democrazie, che hanno quadri legislativi rispettosi del principio di libero arbitrio. E’ una scelta confessionale e proibizionista, che costringerà persone e molte famiglie a  recarsi all’estero per vedere rispettata la volontà individuale di persone in condizioni di malattia terminale. Il mondo laico si preparerà a raccogliere le firme, quando questo provvedimento che calpesta i diritti delle persone verrà definitivamente approvato al senato. La “Consulta per la Laicità delle Istituzioni del VCO”, che negli scorsi mesi aveva invitato consiglieri comunali del territorio a presentare proposte di delibera istitutiva dei registri dei testamenti biologici nei comuni (e continua a farlo, poiché questa campagna a livello nazionale prosegue), si farà promotrice nel nostro territorio delle iniziative che verranno messe in campo per cancellare questa brutta pagina di oscurantismo medioevale. Saremo al fianco di Mina Welby e Beppino Englaro. Invitiamo i cittadini, le forze politiche -  sociali – sindacali, a mettersi in contatto con noi per creare un comitato provinciale a sostegno delle battaglie per la “libertà di scelta”. Di seguito troverete il comunicato stampa del Coordinamento Laico Nazionale al quale aderiamo. Chiediamo ai mezzi di informazione di rendere pubblici entrambi i documenti, fra loro collegati e complementari.

Per la “Consulta per la Laicità delle Istituzioni del VCO”:
Jean- Félix Kamba Nzolo (Coordinatore)
Fabio Ruta (segretario organizzativo)
Antonietta Dessolis (referente zona ossola)
Gianpiero Bonfantini (referente zona cusio)

venerdì 15 luglio 2011

Il DDL Calabrò è crudele e imporrà nuove sofferenze ai cittadini

COORDINAMENTO LAICO NAZIONALE
12 LUGLIO 2011
COMUNICATO STAMPA

BIOTESTAMENTO. DDL calabro' e' crudele
e IMPORRA' NUOVE sofferenze ai cittadini.

I portavoci del Coordinamento Laico Nazionale, Maurizio Cecconi e Cinzia Gori,
in merito all'approvazione del ddl Calabrò alla Camera dei Deputati.


“Le associazioni aderenti al Coordinamento Laico Nazionale sono portatrici di diverse opzioni filosofiche, esistenziali e confessionali, eppure unite dai seguenti principi: difendere e rispettare l'autodeterminazione terapeutica, diritto soggettivo e perfetto; difendere la laicità delle Istituzioni, con la consapevolezza che è questa la premessa ineludibile per il rispetto di tutte le molteplici diversità presenti nella società italiana, sempre più plurale”.

“Fermo restando che tutti hanno diritto alle cure e all'assistenza, l'articolo 32 della Costituzione riconosce ad ogni singola persona il diritto di non curarsi, anche se tale condotta può esporla al rischio della morte”.

La volontà espressa dalla persona, doverosamente informata, è il presupposto della stessa liceità del trattamento sanitario, che per sua natura ricomprende anche l'alimentazione e l'idratazione forzata, in quanto presuppone l'intervento di sanitari e della somministrazione di farmaci. Se alcune cautele sono ovviamente necessarie, esse attengono unicamente alla verifica della reale volontà della persona (testamento biologico) e alle garanzie che essa sia attuata. Il consenso espresso dall'individuo è infatti l'unico presupposto per la liceità dell'attività del medico, al quale non è riconosciuto un generico diritto di curare a prescindere dalla volontà dell'ammalato”.

“Se il diritto all'autodeterminazione terapeutica viene riconosciuto in maniera indiscutibile a chi è in grado di intendere e di volere, negarlo a chi ha perso queste capacità significa disconoscere il suo essere “una persona”. Significa negare la condizione di individuo a coloro che hanno perso le capacità intellettive e volitive. Significa spogliarli dei loro diritti, calpestare la loro dignità e disconoscere la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”.

“Il solo pensiero che la violenza di un trattamento sanitario possa essere imposto ad una persona anche in presenza d'una esplicita volontà contraria dovrebbe giustamente spaventarci da un lato e, dall'altro, stimolarci alla ribellione civile. E senza dubbio questa violenza va definita come inutile e crudele”.

“Per questi motivi con fermezza diciamo no al ddl Calabrò, con la consapevolezza che la vita del diritto e il diritto a una vita e a un fine-vita autodeterminato s'intrecciano indissolubilmente.”.

Maurizio Cecconi
Cinzia Gori
portavoci

Coordinamento Laico Nazionale
E-Mail: coordinamento.laico.nazionale@gmail.com
Sito: http://bit.ly/laicita
Facebook: http://on.fb.me/hOmnve
Twitter: http://twitter.com//cln_italia
Associazioni aderenti al Coordinamento Laico Nazionale

Academia Philosophiae Naturalis
AldES - Associazione Laica di Etica Sanitaria
Arcigay Roma
Arcigay Valle d'Aosta
Associazione Azimuth
Associazione Culturale Altrevie
Associazione Culturale Civiltà Laica
Associazione Culturale Itinerari Laici
Associazione Difesa Consumatori e dei Diritti Civili
Associazione Diritti e Torti
Associazione Famiglie Arcobaleno
Associazione Forum Donne Giuriste
Associazione Laicità e Diritti
Associazione La Meridiana
Associazione Libera Uscita
Associazione Per Eluana
Associazione radicale Adelaide Aglietta
Associazione radicale Certi Diritti
Associazione radicale Valdostana "Loris Fortuna"
Associazione Viottoli
Centro di Documentazione, Ricerca e Studi sulla Cultura Laica Piero Calamandrei
Circolo Liberalsocialista "Carlo Rosselli"
Comitato Altavoce
Comitato Laici Trentini
Comitato Piero Gobetti
Consulta di Bioetica
Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni
Consulta Napoletana per la Laicità delle Istituzioni
Consulta Provincia di Pesaro Urbino per la Laicità delle Istituzioni
Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni
Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni
Consulta Triestina per la Laicità delle Istituzioni
Consulta Valle d'Aosta per la Laicità delle Istituzioni
Consulta Verbano-Cusio-Ossola per la Laicità delle Istituzioni
COOGEN – Coordinamento Genitori Nidi Materne Elementari Medie
Coordinamento Nazionale delle Consulte per la Laicità delle Istituzioni
Coordinamento Torino Pride LGBT
CRIDES - Centro romano d'iniziativa per la difesa dei diritti nella Scuola
Democrazia Laica
Fondazione Critica Liberale
Fondazione Religionsfree
Iniziativa Laica
Liberacittadinanza
Liberi di Decidere
Movimento Radical Socialista
Per l'Umana Stagione
Rete Laica Bologna
Società di Cremazione di Mantova
Società di Cremazione di Novara
Società di Cremazione di Udine
UAAR – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti
YWCA/UCDG – Unione Cristiana delle Giovani

Media

Cattolicesimo reale
Cronache Laiche
Informare per Resistere
Italialaica.it
L'Ateo
LucidaMente – Rivista di cultura ed etica civile
No God - Atei per la laicità degli Stati
Non Credo
Quaderni Laici
UAAR Ultimissime
Verità Laica

venerdì 20 maggio 2011

NO alla crudeltà della legge Calabrò




Testamento biologico

SULLA MIA VITA SCELGO IO
NO alla crudeltà della legge Calabrò






Se approvato, il testo Calabrò esproprierà il cittadino della possibilità di decidere sulla sua salute e sulla sua vita. E' una battaglia su un principio fondamentale di democrazia: l'autodeterminazione dell'individuo. Siamo intenzionati a non arrenderci all'approvazione di questo testo, che contiene norme palesemente incostituzionali. Se passerà il vaglio della Presidenza della Repubblica, siamo pronti già da ora a raccogliere firme per un referendum abrogativo e appoggiare i ricorsi alla Corte costituzionale.
Il colore scelto per questa campagna che si preannuncia lunga è l'arancione: facciamo girare la voce e coloriamo borse, magliette, cappelli e quant'altro con un pezzo di stoffa arancione.

SOSTIENI ANCHE TU LA "RIVOLTA ARANCIONE"

Manifesto sul testamento biologico e sul fine-vita
Sulla mia vita scelgo io
No alla crudeltà della legge Calabrò

“Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Costituzione, Articolo 32.

Noi associazioni aderenti al Coordinamento Laico Nazionale, siamo portatrici di diverse opzioni filosofiche, esistenziali e confessionali, eppure unite dai seguenti principi e intendimenti:
  • difendere e rispettare l'autodeterminazione terapeutica, diritto soggettivo e perfetto, garantito dall'articolo 32 della Costituzione;
  • difendere la laicità delle Istituzioni, con la consapevolezza che è questa la premessa ineludibile per il rispetto di tutte le molteplici diversità presenti nella società italiana, sempre più plurale: diversità politiche, religiose, etniche, di genere e di orientamento sessuale;
  • difendere i principi della Costituzione e dello stato di diritto.
Fermo restando che tutti hanno diritto alle cure e all'assistenza, l'articolo 32 della Costituzione riconosce ad ogni singola persona il diritto di non curarsi, anche se tale condotta può esporla al rischio della morte.
La volontà espressa dalla persona, doverosamente informata, è il presupposto della stessa liceità del trattamento sanitario, che per sua natura ricomprende anche l'alimentazione e l'idratazione forzata, in quanto presuppone l'intervento di sanitari e della somministrazione di farmaci.
Se alcune cautele sono ovviamente necessarie, esse attengono unicamente alla verifica della reale volontà della persona (testamento biologico) e alle garanzie che essa sia attuata. Il consenso espresso dall'individuo è infatti l'unico presupposto per la liceità dell'attività del medico, al quale non è riconosciuto un generico diritto di curare a prescindere dalla volontà dell'ammalato.
Se il diritto all'autodeterminazione terapeutica viene riconosciuto in maniera indiscutibile a chi è in grado di intendere e di volere, negarlo a chi ha perso queste capacità significa disconoscere il suo essere “una persona”. Significa negare la condizione di individuo a coloro che hanno perso le capacità intellettive e volitive. Significa spogliarli dei loro diritti, calpestare la loro dignità e disconoscere la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Il solo pensiero che la violenza di un trattamento sanitario possa essere imposto ad una persona anche in presenza d'una esplicita volontà contraria dovrebbe giustamente spaventarci da un lato e, dall'altro, stimolarci alla ribellione civile. E senza dubbio questa violenza va definita come inutile e crudele.
Per questi motivi diciamo no, con fermezza, al ddl Calabrò, con la consapevolezza che la vita del diritto e il diritto a una vita e a un fine-vita autodeterminato s'intrecciano indissolubilmente.

CLN - Associazioni aderenti

AldES - Associazione Laica di Etica Sanitaria
Arcigay Roma
Arcigay Valle d'Aosta
Associazione Azimuth
Associazione Culturale Altrevie
Associazione Culturale Civiltà Laica
Associazione Culturale Itinerari Laici
Associazione Difesa Consumatori e dei Diritti Civili
Associazione Diritti e Torti
Associazione Famiglie Arcobaleno
Associazione Forum Donne Giuriste
Associazione Laicità e Diritti
Associazione La Meridiana
Associazione Libera Uscita
Associazione Per Eluana
Associazione radicale Adelaide Aglietta
Associazione radicale Certi Diritti
Associazione radicale Valdostana "Loris Fortuna"
Associazione Viottoli
Centro di Documentazione, Ricerca e Studi sulla Cultura Laica Piero Calamandrei
Circolo Liberalsocialista "Carlo Rosselli"
Comitato Altavoce
Comitato Laici Trentini
Comitato Piero Gobetti
Consulta di Bioetica
Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni
Consulta Napoletana per la Laicità delle Istituzioni
Consulta Provincia di Pesaro Urbino per la Laicità delle Istituzioni
Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni
Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni
Consulta Triestina per la Laicità delle Istituzioni
Consulta Valle d'Aosta per la Laicità delle Istituzioni
Consulta Verbano-Cusio-Ossola per la Laicità delle Istituzioni
COOGEN – Coordinamento Genitori Nidi Materne Elementari Medie
Coordinamento Nazionale delle Consulte per la Laicità delle Istituzioni
Coordinamento Torino Pride LGBT
CRIDES - Centro romano d'iniziativa per la difesa dei diritti nella Scuola
Democrazia Laica
Fondazione Critica Liberale
Fondazione Religionsfree
Iniziativa Laica
Liberacittadinanza
Liberi di Decidere
Movimento Radical Socialista
Per l'Umana Stagione
Rete Laica Bologna
Società di Cremazione di Novara
Società di Cremazione di Udine
UAAR – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti
YWCA/UCDG – Unione Cristiana delle Giovani
Media
Cattolicesimo reale
Cronache Laiche
Italialaica.it
L'Ateo
LucidaMente – Rivista di cultura ed etica civile
No God - Atei per la laicità degli Stati
Non Credo
Quaderni Laici
UAAR Ultimissime
Verità Laica

lunedì 21 febbraio 2011

No alla cancellazione del diritto fondamentale all'autodeterminazione

Autodeterminazione. No all'espropriazione del diritto a governare liberamente la propria vita. No alla cancellazione del diritto fondamentale all'autodeterminazione. La Camera dei deputati sta discutendo una legge sulle disposizioni riguardanti la fine della vita che va proprio in questa direzione. Ma il legislatore non puo' impadronirsi della vita delle persone, negando loro la dignita' nel vivere e nel morire. Lo dice esplicitamente l'articolo 32 della Costituzione: la legge non puo' in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana
Gilda Ferrando, Alessandro Pace, Pietro Rescigno, Stefano Rodota'


L'appello
La Camera dei deputati sta discutendo un progetto di legge su Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento. Se questo testo fosse approvato nella forma attuale, le persone vedrebbero gravemente limitati i propri diritti, sarebbero espropriate della possibilità di governare liberamente la propria vita. Il diritto all'autodeterminazione, definito fondamentale dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 438 del 2008, sarebbe cancellato.
Il progetto di legge è ingannevole. L'alleanza terapeutica tra paziente e medico è sostanzialmente vanificata da un testo che pone ripetutamente il medico di fronte al rischio di responsabilità penali: il medico, quindi, sarà indotto a tenere comportamenti "difensivi", dettati dall'esigenza di porsi al riparo da responsabilità, piuttosto che orientati all'autentico bene del paziente. Il consenso informato della persona è sostanzialmente cancellato: alla persona vengono imposti comportamenti e sottratte possibilità di decisione, si introduce un obbligo di vivere in contrasto con la libertà di scelta del soggetto interessato, del suo potere di disporre del proprio corpo(Corte costituzionale, sentenza n. 471 del 1990). Le dichiarazioni anticipate di trattamento altro non sono che una inutile macchina burocratica: inutile, perché prive di ogni valore giuridico vincolante e perché viene escluso che la persona possa esprimere la propria volontà proprio in relazione ai trattamenti sanitari che più possono incidere sulla sopravvivenza, come l'alimentazione e l'idratazione forzata.
Il progetto di legge è ideologico. Afferma l'indisponibilità della vita: ma questa è una affermazione in palese contrasto con l'ormai consolidato diritto al rifiuto e alla sospensione delle cure, che in moltissimi casi è già stato esercitato con la consapevolezza che si trattava di una decisione che avrebbe portato alla morte. Nega il diritto di rifiutare trattamenti come l'alimentazione e l'idratazione forzata, escludendone il valore terapeutico in contrasto con l'opinione delle società scientifiche e con l'evidenza della pratica medica.
Il progetto di legge assume così un carattere autoritario. Legittimi punti di vista non possono essere trasformati in norme che si impongono alla volontà delle persone violando i loro diritti fondamentali. La discrezionalità del legislatore, in questi casi, è esclusa esplicitamente dall'articolo 32 della Costituzione: la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
Gli studiosi che sottoscrivono questo appello vogliono in primo luogo ribadire la necessità di avere come ferma guida quella dei principi costituzionali. Hanno per ciò elaborato anche un documento analitico di valutazione del progetto di legge, che viene inviato ai parlamentari ed è disponibile sul sito www.autodeterminazione.it, al quale potranno accedere tutti coloro che intendono dare il loro sostegno all'appello.
I primi cento firmatari dell'appello e del documento
Niccolò Abriani, Francesco Adornato, Rosalba Alessi Guido Alpa, Gaetano Azzariti, Maria Vittoria Ballestrero, Angelo Barba, Andrea Barenghi, Alberto Maria Benedetti, Francesco Bilotta, Umberto Breccia, Carmelita Camardi, Enrico Camilleri, Cristina Campiglio, Valeria Caredda, Donato Carusi, Bruno Celano, Paolo Cendon, Maddalena Cinque, Emanuele Conte, Ines Corti, Marcello D'Agostino, Elena D'Alessandro, Giovanni D'Amico, Andrea D'Angelo, Gisella De Simone, Raffaella De Matteis, Pasquale De Sena, Enrico Diciotti, Guerino D'Ignazio, Vincenzo Durante, Ida Fazio, Angelo Federico, Gilda Ferrando, Luigi Ferrajoli, Giovanni Figà Talamanca, Marcella Fortino, Alfredo Galasso, Giovanni Galasso, Luigi Gaudino, Lucilla Gatt, Francesca Giardina, Andrea Giussani, Carlo Alberto Graziani, Riccardo Guastini, Antonio Iannarelli, Antonia Iraci, Leonardo Lenti, Alberto Lucarelli, Manuela Mantovani, Maria Rosaria Marella, Costanza Margiotta, Giovanni Marini, Marisaria Maugeri, Ugo Mattei, Cosimo Mazzoni, Davide Messinetti, Pier Giuseppe Monateri, Lalage Mormile, Luca Nanni, Marisa Meli, Salvatore Nicosia, Walter Nocito, Luca Nivarra, Andrea Orestano, Alessandro Pace, Andrea Paciello, Elisabetta Palermo, Pina Palmeri, Giorgio Pino, Armando Plaia, Elena Parioti, Giovanni Passagnoli, Giuseppina Pisciotta, Paolo Pollice, Roberto Pucella, Renato Pescara, Mariassunta Piccinini, Eligio Resta, Giorgio Resta, Pietro Rescigno, Maria Teresa Rodriguez, Enzo Roppo, Ugo Salanitro, Vittorio Santoro, Giovanna Savorani, Claudio Scognamiglio, Rosa Serio, Paolo Spada, Mario Trimarchi, Giuseppe Tucci Angelo Venchiarutti, Maria Carmela Venuti, Paolo Veronesi, Giuseppe Vettori, Filippo Viglione, Vittorio Villa, Nicola Vizioli, Gustavo Zagrebelsky, Paolo Zatti.   

lunedì 14 febbraio 2011

Testamento biologico. Una legge che non rispetta la libertà dei figli di Dio

di Maria Bonafede, Moderatora della Tavola valdese

Il 9 febbraio di due anni fa moriva Eluana Englaro. Tutti ricordiamo quella vicenda, il clamore e le polemiche contro il gesto di amore e di pietà voluto da Beppino Englaro per rispettare la volontà di Eluana. Alla compostezza e alla misura con cui Beppino Englaro ha vissuto quella vicenda, purtroppo non hanno corrisposto atteggiamenti analoghi da parte dei suoi detrattori e dei suoi critici.
Eppure, io sono certa che la vicenda di Eluana ha creato un precedente dal quale non si può tornare indietro nonostante il cattivo gusto e l’inopportunità della decisione del Consiglio dei ministri di indire una "giornata degli stati vegetativi”, nonostante la proposta di legge Calabrò, già approvata dal Senato, che va contro la dignità e la libertà dei cittadini e contro la libertà di coscienza sancita dalla Costituzione.
La perseveranza di Englaro ha creato una coscienza diversa e diffusa che in questi anni ha aperto riflessioni plurali su tante cose.
Si è capito che in tanti casi la morte non è un fatto naturale ma dipende dalla decisione dei medici. La scienza medica rende la vita più lunga ma non sempre migliore. Se quindi non è la “natura” a decidere, chi deve decidere della morte? Il paziente? il medico? la famiglia? la chiesa? La mia risposta è che a decidere può essere solo il paziente. Non si può imporre il proprio punto di vista ad un altro, nessuno lo può fare, né un medico, né un familiare, né una chiesa. Oggi questa semplice realtà, che d’altronde la Costituzione afferma e che per molti era acquisita da sempre, è più diffusa, è diventata patrimonio di tanti.
Non siamo eterni minori che hanno bisogno di essere guidati e presi per mano da qualcuno che pensa di sapere qual è il nostro bene. Siamo donne e uomini adulti, con la schiena diritta. La fatica di vivere, ma anche la bellezza della vita, è che possiamo e dobbiamo prendere decisioni che nessuno può prendere al nostro posto. Questo vale anche per la conclusione della nostra vita. E nel caso non fossimo più in grado di farlo è importante che le persone che ci amano e ci conoscono possano chiedere che sia rispettata la nostra volontà e la nostra visione delle cose.
La chiesa valdese sa da sempre che la vita è un dono che riceviamo da Dio insieme alla libertà e alla responsabilità di farne qualcosa di buono, di metterla al servizio del prossimo, di cercarne il senso insieme agli altri uomini e alle altre donne. Nessuno può frapporsi tra la nostra coscienza e Dio, nessuno può mediare, nessuno ci può togliere il bene prezioso della coscienza individuale e la libertà di decidere e anche eventualmente di sbagliare. Una legge come quella proposta dal ddl Calabrò, che vorrebbe ridurre le persone a minori sotto tutela, è una legge che non rispetta la Costituzione e, ne sono profondamente convinta, nemmeno la libertà dei figli di Dio (nev-notizie evangeliche 06/11).

lunedì 27 dicembre 2010

No alla tortura di stato. Proclamiamo il 9 febbraio “Giornata della libertà di scelta sulla propria vita”

Programma della Manifestazione del 9 febbraio 2011 a Torino
Mercoledì 9 febbraio 2011
ore 17,00 – 18,15
Salone dell’Unione Culturale Franco Antonicelli, via Cesare Battisti 4bis, Torino

Introduzione di Tullio Monti, Coordinatore della Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni
Brevi interventi di alcune delle associazioni aderenti all’appello
Intervento del prof. Carlo Augusto Viano, filosofo, Presidente del Centro Studi Piero Calamandrei

Ore 18,15 – 19,00
Fiaccolata dall’Unione Culturale Franco Antonicelli, via Cesare Battisti 4bis, alla sede della Prefettura, p.zza Castello 201, e, successivamente, alla sede RAI, via Verdi 16.

APPELLO

Per il prossimo 9 febbraio il Governo ha istituito la Giornata Nazionale degli Stati Vegetativi. Decisione moralmente mostruosa, poiché offende la memoria di Eluana Englaro, che in quel giorno finalmente vedeva un anno fa rispettata la sua volontà sul proprio corpo. Decisione istituzionalmente irricevibile, poiché ufficializza come “delitto” una sacrosanta sentenza della magistratura. Decisione che infanga la Costituzione, poiché con essa il governo intende addirittura solennizzare la pretesa invereconda che la vita di ogni cittadino, anziché appartenere a chi la vive, sia alla mercé di una maggioranza parlamentare.

Di fronte a questa vergognosa provocazione diventa inevitabile e doveroso che tutta l’Italia democratica e laica, senza eccezioni, proclami il 9 febbraio Giornata nazionale della libera scelta sulla propria vita, onorando così la memoria di Eluana, di Piergiorgio Welby, di Luca Coscioni, e dei tanti altri che oltre alla tragedia della condanna a morte per malattia hanno dovuto affrontare anche la violenza di governi che vogliono costringere i malati alla tortura delle sofferenze terminali.

MicroMega chiede a tutte le associazioni laiche, a tutte le testate giornalistiche e i siti web che si riconoscono nei valori della Costituzione, a tutte le personalità del mondo della cultura e dello spettacolo che sentono il dovere elementare di rispettare e far rispettare la decisione di ciascuno sul proprio fine-vita, di mettersi immediatamente in contatto per organizzare insieme la giornata del 9 febbraio come giornata di libertà e di dignità, attraverso iniziative che si svolgano almeno in tutti i capoluoghi di regione.

sabato 9 ottobre 2010

A Domodossola bocciato il registro per i testamenti biologici. Ma non rassegnamoci

Lunedì 4 a Domodossola, il consiglio comunale si è pronunciato sull’ordine del giorno di “Sinistra unita” relativo alla “Proposta di istituzione del Registro  delle dichiarazioni anticipate di trattamenti sanitari e di fine vita”.
Il risultato potete immaginarlo: non è passata 


 Hanno votato a favore quattro su 21: oltre al proponente Giancarlo Lotto, Sterpone del gruppo “Impegno per Domodossola”, Santopolo e Spataro consiglieri del PD; il terzo del PD, Vanni, è andato via prima della discussione, il quarto era assente.
La motivazione contro,  invocata da coloro che sono intervenuti della maggioranza, è stata che “creerebbe confusione, perché non spetta ai comuni intervenire su questi temi, visto che si sta legiferando in parlamento” oppure “non avrebbe valore legale, perciò i medici non potrebbero tenerne conto” (l’assessore Villani); banali e pretestuose motivazioni, ma anche le più diffuse, che sottovalutano il valore civile e culturale dei Registri e nascondono  la grande balla sottintesa, che nega un fatto incontrovertibile: una Legge ce l’abbiamo, eccome, l’art.32 della Costituzione  parla chiaro:
“ La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”
La legge fondamentale dello Stato è considerata carta straccia, come lo è su tanti altri temi di vitale importanza d’altronde; una legge ordinaria, necessaria solo se applicativa di quella superiore, non c’è ancora, ma uscirà presto e sarà la legittimazione della tortura di Stato: il famigerato testo Calabrò-CEI, già passato al Senato, è in calendario per dicembre alla Camera, i nostri zuavi moderni sono all’opera per partorire l’ennesima pastoia clericale e anticostituzionale. Contro ogni evidenza scientifica e medica, per costoro un sondino in pancia o in trachea non è “trattamento sanitario”: ci sarebbe da
ridere, se non fosse per le conseguenze drammatiche che tale enormità da incompetenti produce.
L’ultima vicenda del premio  Nobel al professor Edwards, che in Italia, secondo la legge 40 del 2004, sarebbe un fuorilegge, per il suo contributo alla ricerca in materia di
fecondazione assistita e a favore delle cellule staminali,
evidenzia come quel crocefisso
imbullonato in tutte le istituzioni pubbliche, svettante e invadente nelle cime di tutte le nostre belle montagne, è il simbolo non di colui (povero cristo) che è in croce, come ipocritamente, o ingenuamente, molti dicono, ma di coloro che mettono in croce, è la mistica della sofferenza e del dolore istituzionalizzata: partorirai con dolore, vivrai con dolore, morirai con dolore!
“Quando si tratta di nascere l' utilizzo della scienza e della "tecnica" è per loro considerato un abuso,  bisogna farlo come natura prevede e non come i progressi della scienza medica oggi consentono. Risultato, chi vuole figli e non li può avere secondo natura, deve annegare in un mare di tristezza.
Al contrario,  capovolgendo il ragionamento, chi vuol morire  secondo natura  deve prolungare la propria esistenza in un mare di sofferenza perchè non è un più un abuso utilizzare i progressi della scienza per allungare il tempo della morte.
Se i progressi della medicina vengono rifiutati quando si tratta di nascere ed accolti quando si tratta di morire si deve concludere che tristezza e sofferenza sono i veri capisaldi dei "sacralizzatori" della vita, ovvero il sadismo ha preso il posto dell'amore” come dice anche Farina Concioni
 http://www.radicali.it/comunicati/nobel-medicina-scienza-vita-farina-coscioni-sadismo-ha-preso-posto-dellamore 
 
Ma il primo principio della logica, il principio di non contraddizione, è quello che quotidianamente viene smentito per far quadrare il cerchio; per far sembrare ovvio ciò che è assolutamente illogico e irrazionale, oltre che crudele; per  far passare l’arroganza e la prepotenza per bontà, amore e rispetto della vita: quale vita? Deboli coi forti, forti con i deboli: questa è la morale dei nostri politici imbelli. L’episodio del Registro
dei testamenti biologici negato è solo l’ennesimo  della nostra politica clericale, illiberale e iniqua; è un’occasione mancata per dare voce, una volta, al tanto sbandierato “popolo” che, almeno in questo tema, si può ben dire, è più avanti dei politici che dicono di rappresentarlo: oltre un anno fa, gruppo uaar e radicali abbiamo raccolto 210 firme a Domodossola e Verbania e spedito al senatore Ignazio Marino, quando era presidente della commissione sanità che discuteva le proposte di legge sul tema in oggetto; abbiamo parlato con tantissime persone di ogni età e di ogni colore, che si pronunciavano in modo favorevole all’autodeterminazione sul fine vita e raccontavano esperienze drammatiche da cui avevano tratto insegnamento e maturato sensibilità; tutti i
sondaggi ufficiali che sono stati fatti dimostrano questo dato, ma “il popolo” lo si invoca solo quando è per avvallare le peggiori ingiustizie e nefandezze.
Grande è l’indignazione e lo sgomento che provo; forte la preoccupazione a constatare che anche chi esprime in privato, dove restano, idee di opposizione a tanto squallore,  poco fa per testimoniarle in pubblico, almeno con la  presenza e il sostegno alle iniziative, pur modeste, che vorrebbero contrastarlo.
 
Antonietta Dessolis,
referente uaar e componente della consulta laica del  VCO

giovedì 16 settembre 2010

Omegna: Incontro con Mina Welby



Grande partecipazione di pubblico e interesse per l'incontro con Mina Welby, promosso dalla "Consulta del Verbano Cusio Ossola" sul tema "Il diritto di vivere e morire con dignità" presso la libreria Ubik di Omegna. Nell'approfondito ed apprezzatissimo intervento Mina Welby ha ricostruito la storia e le battaglie contr...o l'accanimento terapeutico ed in favore della libertà di scelta condotte da Piergiorgio Welby. L'impegno della Consulta sul tema proseguirà a Settembre con una campagna a favore della adozione - nei comuni del VCO - dei registri dei testamenti biologici: che sarebbe meglio chiamare "registri delle dichiarazioni anticipate di volontà". La campagna prevederà sia l'appello agli amministratori ed ai consiglieri eletti nei diversi comuni affinchè presentino iniziative per la adozione dei registri, sia il coinvolgimento diretto delle cittadine e dei cittadini con petizioni popolari.